Ginnastica Posturale per la scoliosi: quanto incide nella cura?

La ginnastica posturale fa parte da sempre dei trattamenti più indicati in caso di problematiche alla colonna vertebrale. La sua diffusione è dovuta probabilmente al fatto che rappresenta l’unico intervento sulla colonna vertebrale senza effetti collaterali, in altre parole è come se fosse un farmaco senza effetti indesiderati.

Anche nella cura della scoliosi la ginnastica posturale ha sempre assunto un ruolo importante nel trattamento della patologia.

L’intento di questo articolo è però quello di chiarire quanto la somministrazione di esercizi di ginnastica posturale può incidere nella cura della scoliosi, nello specifico di quella idiopatica, la forma di scoliosi più diffusa tra la popolazione.

Per farlo è necessario partire dalla definizione e dagli aspetti che riguardano la scoliosi idiopatica.

Scoliosi Idiopatica: definizione, evoluzione e rimedi

La scoliosi idiopatica è una patologia complessa che coinvolge il sistema neuromuscolare. Viene definita “idiopatica” perché le cause di origine nel 70/80% dei casi sono sconosciute. Gli studi e le conoscenze a nostra disposizione non permettono di individuare ancora delle cause certe.

Grazie alla ricerca scientifica realizzata negli ultimi 25 annitimi quarto arto di secol si è comunque compreso che la scoliosi rappresenta la risultante di una patologia complessa con più cause scatenanti, che coinvolge tutti i principali recettori posturali (piede, vista, apparato vestibolare, sistema stomatognatico, propriocettori…) oltre che il Sistema Nervoso Centrale, ed origina lontano dalla colonna.

Gli studi degli ultimi 25 anni hanno anche portato ad una migliore interpretazione della scoliosi e della sua definizione:

Nella Definizione Classica la scoliosi veniva definita come “una deviazione permanente laterale e rotatoria del rachide, con cause scatenanti multiple, cui conseguono alterazioni estetiche e funzionali. Essa si aggrava in corrispondenza della fase di accrescimento e si arresta nell’evoluzione quando cessa l’attività di crescita di osso e cartilagini”.

In questa definizione, legata a un modello bidimensionale della scoliosi, veniva considerata prevalentemente la deviazione laterale e la rotazione della colonna vertebrale. La componente laterale è in realtà la meno influente dal punto di vista posturale, anche se la più visibile dal punto di vista estetico.

Nella nuova visione la scoliosi viene considerata come una deformazione tridimensionale che si sviluppa nello spazio.

Definizione Moderna: “La scoliosi è una curva che si sviluppa nello spazio. E’ dovuta ad un movimento di torsione generalizzato a tutto il rachide. Questo movimento è generato da una perturbazione localizzata che provoca una rottura dell’equilibrio del rachide” (Perdriolle, 1979)

In questa definizione, legata ad un modello tridimensionale viene considerata prevalentemente la deformazione nella lordosi lombare, associata a movimenti di torsione vertebrale. Questa deformazione si esprime lateralmente. E’ una curva tridimensionale. Per chiarire meglio, la deformazione della lordosi crea più danni della deviazione laterale, che però è quella che dal punto di vista estetico si nota di più.

Evoluzione della scoliosi idiopatica

In età puberale può esserci da un anno all’altro un aggravamento elevato. La scoliosi ha un periodo di stabilità, in cui non peggiora, tra i 9-11 anni, prima della crescita puberale. Nel periodo puberale (dall’età ossea di 11 anni nelle ragazze) c’è la massima potenzialità evolutiva e da un anno all’altro può avvenire un aggravamento elevato. Fattori come età, sesso, localizzazione della curva, forma anatomica, influiscono negativamente sull’evoluzione della scoliosi.

Tipologie di scoliosi

A prescindere dal livello di “gravità” della scoliosi possiamo classificare le varie tipologie di scoliosi individuando tutte le combinazioni possibili tra lato della convessità e localizzazione della curva scoliotica di maggiore entità (dorsale e lombare) . Avremo quindi le seguenti tipologie di scoliosi:

  • scoliosi doppia primaria;
  • scoliosi dorso/lombare destro convessa;
  • scoliosi dorso/lombare sinistro convessa;
  • scoliosi dorsale destro convessa;
  • scoliosi dorsale sinistro convessa;
  • scoliosi lombare destro convessa;
  • scoliosi lombare sinistro convessa.

L’operatore deve saper valutare correttamente la tipologia di scoliosi e partire da essa per impostare il piano di allenamento e gli esercizi di ginnastica posturale.

L’esercizio fisico come prevenzione e cura della scoliosi

L’ esercizio fisico viene introdotto nella cura di tutte le scoliosi, dalle scoliosi minori a quelle più gravi. In età evolutiva la ginnastica assume un ruolo fondamentale in quanto può risolvere principi di scoliosi o atteggiamenti scoliotici e può ridurre o limitare fortemente l’evoluzione delle scoliosi più gravi. Nelle scoliosi ormai strutturate invece, la ginnastica assume un ruolo contenitivo e terapeutico per evitare o limitare il possibile mal di schiena causato dall’alterata postura.

Gli esercizi di ginnastica posturale in età evolutiva sono finalizzati al miglioramento delle capacità neuro-motorie, adattato e controllato sulla base della patologia e delle caratteristiche individuali del singolo paziente. Altre finalità riguardano il miglioramento dell’equilibrio e della propriocezione e un rinforzo della muscolatura del tronco. Sono utilizzati prevalentemente esercizi di equilibrio, coordinazione, controllo oculo-manuale, rinforzo muscolare.

La spiegazione della scelta principale di esercizi “neuromotori” più che di esercizi antalgici, di rilassamento, di tonificazione, risiede nel fatto che uno l’obiettivo principale della ginnastica posturale in caso di scoliosi è la rieducazione del sistema nervoso centrale, di conseguenza con esercitazioni passive o con esercizi troppo semplici a livello neuromuscolare come i classici esercizi di tonificazione, tale obiettivo non sarebbe raggiunto. Gli esercizi di ginnastica posturale devono mettere in difficoltà il sistema nervoso centrale ed indurlo a comportarsi, a livello di attivazione muscolare, diversamente da come è abituato. Solo in questa maniera si potrà ipotizzare di combattere la scoliosi efficacemente.

Come detto prima, questi esercizi possono essere di prevenzione primaria e risolutivi in casi di scoliosi minori, nei casi di scoliosi più gravi invece riescono a limitare i danni ma non a risolvere la patologia.

Gli esercizi posturali per la scoliosi possono dividersi in:

  • Esercizi in scarico: comprendono tutti gli esercizi che si possono eseguire in stazione prona o supina ma che comunque non impegnano molto le strutture. Sono esercizi che possono essere usati all’inizio delle sedute e del processo di rieducazione, come punto di partenza  da integrare con altri tipi di lavoro.
  • Esercizi in carico: Comprendono tutti gli esercizi dove si richiedono contrazioni intense. Questa tipologia di esercizi inizialmente scatena riflessi o compensi da parte del paziente che non riesce a controllare. Per questo motivo è consigliabile che in questa fase vi sia sempre personale esperto pronto a correggere e ad indirizzare il soggetto verso la corretta esecuzione.
  • Esercizi simmetrici e asimmetrici: gli esercizi simmetrici prevedono che ci sia simmetria di posizione da parte dei due lati del corpo durante l’esercizio. Gli esercizi asimmetrici invece prevedono posizioni asimmetriche che vadano in controtendenza rispetto all’andamento della scoliosi.

Nella somministrazione degli esercizi, in particolar modo per quelli asimmetrici. E’ opportuno che l’ operatore esperto  conosca nel dettaglio la tipologia di scoliosi e l’andamento delle sue deformazioni, per poter pianificare e somministrare gli esercizi, in particolar modo per quanto riguarda quelli asimmetrici.

Negli anni sono stati sviluppati molti metodi di trattamento della scoliosi, ognuno dei quali però non può essere risolutivo se utilizzato integralmente e a discapito degli altri. Per la scoliosi in particolar modo non può esistere un metodo uguale per tutti. Mai come in questo caso occorre personalizzare l’intervento in base al livello di gravità e alla tipologia della scoliosi.

In conclusione, la ginnastica posturale incide in maniera importante nei casi di scoliosi minori o atteggiamenti scoliotici perché può essere risolutiva. Nelle scoliosi più gravi viene utilizzata come coadiuvante di trattamenti  ortopedici o chirurgici.

Dott. Davide Cacciola, Personal Trainer, Chinesiologo, formatore Corso Fitness Posturale e Body Building

Ginnastica Posturale per la scoliosi: quanto incide nella cura? ultima modifica: 2016-09-23T08:12:17+00:00 da lucatravaglini