Istruttore in palestra: il body building non basta più

Dopo aver vissuto il proprio boom economico e sociale tra gli anni settanta, ottanta ed in parte novanta, le palestre di body building, conosciute anche come culturistiche, hanno subito un cambiamento del loro target aprendo le proprie porte ad ogni soggetto che volesse allenare la propria forza anche senza nessuna mira agonistica. Ecco quindi che, la sala pesi, è riuscita a guadagnarsi il proprio spazio fondamentale nel mondo del fitness e del wellness, con un parterre di fruitori estremamente variegato: dal ragazzo bramoso di sviluppare una massa muscolare imponente, al soggetto in sovrappeso, fino ad arrivare all’anziano dolorante per patologie alla  schiena. Spesso, i soggetti summenzionati, possono anche presentare quadri patologici particolari: basti pensare alle disfunzioni metaboliche o alle alterazioni del sistema scheletrico e della postura.

Questo quadro generale della panoramica della sala pesi, ci fa capire che il ruolo dell’istruttore di sala si è via via modificato seguendo le dinamiche del fitness ed è in continua trasformazione. Oggi l’istruttore di sala deve avere molteplice competenze e non può solo focalizzarsi sul comune allenamento di ipertrofia. Egli deve avere delle conoscenze posturali, che possano aiutare ad alleviare i dolori e riequilibrare posture scorrette, ma soprattutto funzionali ad evitare che certi esercizi più rischiosi peggiorino la situazione, adattandoli al problema posturale.

Un istruttore di Body Building e Fitness non può assolutamente prescindere da una preparazione tecnica in campo posturale. Come sopra evidenziato, il tasso di frequentanti over 60 dei centri fitness moderni, principalmente nella fascia oraria mattutina/primo pomeriggio (7:00/14:30) è in forte crescita. L’istruttore che presidia la sala pesi e la sala cardio in quelle fasce orarie, si troverebbe in forte difficoltà qualora non avesse cognizioni tecniche di posturologia. Con l’evoluzione del fitness management, gli stessi datori di lavoro (Club Manager e/o Responsabili tecnici) hanno coscienza di tale necessità, premurandosi, durante la selezione del candidato, di individuare quello che ha una formazione tale da coprire tutte le esigenze del potenziale cliente (body building, posturale, funzionale, aerobica ecc.)

Tra le conoscenze dell’istruttore, inoltre, devono esserci quelle nozioni anatomiche e fisiologiche che gli permettano di programmare allenamenti cardio-fitness, importantissimi per svariati obiettivi di allenamento come il dimagrimento, l’allenamento di endurance, il controllo di disfunzioni metaboliche come il diabete, la rapidità o la resistenza al lattato.

Da non sottovalutare le capacità comunicative che l’istruttore deve possedere: il suo lavoro lo porta ad entrare in contatto con tantissimi individui, ognuno diverso dall’altro, che richiedono svariate tecniche di comunicazione che gli consentono di svolgere il ruolo di allenatore in modo ottimale, riuscendo quindi a comunicare e motivare il suo “atleta”.

Infine è necessario che l’istruttore continui ad accrescere il proprio bagaglio tecnico, per diversificare i programmi di allenamento e per trovare stimoli da proporre sempre nuovi. Imparare nuove tecniche di allenamento come il functional training, total body, pilates, gli permette di trovare soluzioni diverse ad ogni obbiettivo allenante, con la possibilità di adattare il programma di allenamento (su misura come un abito) ad ogni soggetto offrendo una seduta allenante stimolante, divertente e che eviti infortuni.

Questa figura malleabile può essere creata solo grazie ad un continuo lavoro di studio, di ricerca e sperimentazione pratica delle nuove tecniche e teorie di allenamento. Oggi fortunatamente sono tantissime le opportunità, offerte dal mondo della formazione fitness, che consentono di acquisire le nuove competenze dei diversi settori fitness. È importantissimo però saper individuare la proposta formativa giusta fra questa moltitudine di offerte: diffidare sempre dai corsi che rilasciano solo attestati di partecipazione e non un attestato di qualifica di un ente di promozione sportiva affiliato al CONI. Quest’ultimo, infatti, è l’ente che regola le professioni sportive e che garantisce che la formazione professionale fitness contenga quelle nozioni e quei principi fondamentali della disciplina in questione e dell’allenamento in genere. Come ogni professione che ha a che fare con la salute delle persone, l’istruttore di sala pesi ha un compito molto delicato che può essere assolto solo grazie ad un serio e continuo lavoro di aggiornamento. È quindi necessaria una ricerca scrupolosa del percorso formativo da intraprendere, facendo attenzione, inoltre,  alle facili promesse che vengono offerte da corsi senza obbligo di frequenza o senza un esame di valutazione finale.

Istruttore in palestra: il body building non basta più ultima modifica: 2016-11-11T11:25:37+00:00 da Luca Travaglini

Autore: Luca Travaglini

Personal Trainer, fondatore e Ceo di Fitnessway, azienda leader nella formazione nel settore fitness, offre corsi per personal trainer a Milano, Roma e molte altre città italiane. Fondatore di Accademia Italiana Massaggi.
Laurea a pieni voti in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna. Titolare di Fitness Club, articolista e redattore in materia Fitness & Wellness, consulente di gestione per centri fitness.