Il dolore lombare è uno dei problemi più comuni tra chi frequenta la palestra. Può comparire durante un allenamento intenso, il giorno dopo una sessione di squat o stacco, oppure manifestarsi come una fastidiosa tensione persistente nella parte bassa della schiena. In molti casi genera preoccupazione, porta a interrompere gli allenamenti e crea un rapporto conflittuale con esercizi fondamentali che, in realtà, dovrebbero essere alleati della salute.
La verità è che la palestra non è il nemico della schiena. Anzi, se ben strutturato, l’allenamento è uno degli strumenti più efficaci per prevenire e ridurre il dolore lombare. Il problema nasce quasi sempre da errori tecnici, carichi mal gestiti, scarsa mobilità o debolezze muscolari che alterano la qualità del movimento. Capire perché compare il dolore lombare e come prevenirlo è il primo passo per continuare ad allenarsi in sicurezza e migliorare le proprie prestazioni.
Perché compare il dolore lombare durante l’allenamento

La zona lombare ha una funzione principalmente stabilizzatrice. Le vertebre lombari sono progettate per sostenere carichi e trasmettere forze tra parte superiore e inferiore del corpo, ma non per compensare rigidità o debolezze provenienti da altre aree. Quando le anche sono rigide, il core è poco attivo o la tecnica è scorretta, la schiena viene sovraccaricata per svolgere un lavoro che non le compete. È in quel momento che iniziano le tensioni, le infiammazioni e, nei casi peggiori, le vere e proprie problematiche strutturali.
Un aspetto importante da chiarire è che non tutto il dolore è sinonimo di infortunio. Esiste una differenza tra il normale indolenzimento muscolare post-allenamento e un dolore acuto o persistente che segnala un sovraccarico eccessivo o un errore esecutivo. Il dolore lombare legato all’allenamento nasce spesso da tre fattori principali: tecnica errata, mancanza di controllo del core e mobilità insufficiente delle anche.
Gli errori tecnici più comuni in palestra
Molti esercizi fondamentali possono diventare problematici se eseguiti senza controllo. Tra questi, squat e stacco da terra sono i più frequentemente coinvolti nei casi di dolore lombare. Nel caso dello squat, uno degli errori più diffusi è la perdita della neutralità della colonna durante la discesa. Se il bacino si inclina e la zona lombare si arrotonda nella fase bassa del movimento, il carico si distribuisce in modo scorretto sulle vertebre. Questo fenomeno, spesso legato a scarsa mobilità delle anche o delle caviglie, è una delle principali cause di fastidi alla schiena.
Nello stacco da terra, invece, il problema più comune è l’avvio del movimento con la schiena anziché con anche e gambe. Se il carico viene sollevato “tirando” con la zona lombare, senza un corretto ingaggio dei glutei, la schiena viene sovraccaricata.
Anche esercizi apparentemente innocui come il plank o il military press possono causare dolore lombare se eseguiti con un core poco attivo o con un’eccessiva estensione della schiena. Il punto chiave è che la tecnica non è un dettaglio estetico, ma un fattore determinante per la sicurezza e l’efficacia dell’allenamento.
Il ruolo del core nella prevenzione del dolore lombare

Quando si parla di core, molti pensano solo agli addominali. In realtà, il core comprende un complesso sistema di muscoli profondi e superficiali che stabilizzano la colonna vertebrale durante il movimento. Un core debole o mal attivato costringe la zona lombare a compensare. Durante esercizi multiarticolari, la mancanza di stabilità porta a movimenti eccessivi della colonna, aumentando il rischio di sovraccarico. Allenare il core non significa eseguire infinite ripetizioni di crunch, ma lavorare su stabilità, controllo e resistenza. Esercizi come plank, side plank, dead bug o varianti anti-rotazione sono fondamentali per creare una base solida su cui costruire forza. Un core forte permette di trasferire la forza tra parte superiore e inferiore del corpo in modo efficiente, riducendo lo stress sulla zona lombare.
Un altro elemento spesso trascurato è la mobilità delle anche. Le anche sono progettate per essere mobili, mentre la zona lombare è progettata per essere stabile. Quando le anche sono rigide, la schiena è costretta a muoversi più del dovuto. Questo accade frequentemente in persone che trascorrono molte ore sedute. I flessori dell’anca si accorciano, i glutei si attivano meno e la postura si altera. Durante esercizi come squat o affondi, la mancanza di mobilità porta la zona lombare a compensare. Migliorare la mobilità delle anche attraverso esercizi dinamici e controllati può ridurre in modo significativo il carico sulla schiena. Non si tratta solo di stretching statico, ma di movimenti attivi che insegnano al corpo a usare correttamente il range articolare.
Un altro fattore determinante è la gestione dei carichi. Aumentare troppo rapidamente il peso o allenarsi senza una progressione strutturata espone la zona lombare a stress eccessivi. Il principio della progressione graduale è fondamentale. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi. Se la tecnica non è ancora consolidata, aumentare il carico significa amplificare l’errore. Allenarsi in modo intelligente significa rispettare i tempi di recupero, alternare fasi di carico e scarico e monitorare le sensazioni del proprio corpo. Il dolore non è un indicatore di efficacia, ma spesso un segnale di allarme.
Esercizi utili per prevenire il dolore lombare

La prevenzione del dolore lombare non si basa su un singolo esercizio, ma su un approccio completo. È importante lavorare su tre aspetti: stabilità del core, mobilità delle anche e attivazione dei glutei. Esercizi come il plank, eseguito con controllo e senza inarcare la schiena, aiutano a migliorare la stabilità. Le varianti su un braccio o con movimenti controllati delle gambe aumentano l’intensità senza sovraccaricare la colonna. Gli esercizi di mobilità per le anche, come affondi dinamici o movimenti di apertura controllata, migliorano il range articolare e riducono le compensazioni lombari. Infine, il lavoro sui glutei è essenziale. Hip thrust, glute bridge e movimenti di estensione dell’anca insegnano al corpo a usare correttamente la catena posteriore, riducendo il carico sulla schiena.
Mini guida tecnica: Squat e Stacco (focus lombare)
Questa mini guida è pensata per migliorare la tecnica di squat e stacco da terra,
riducendo i rischi di sovraccarico lombare. Usa le tabelle come checklist rapida prima delle serie “pesanti”.
1) Squat: setup e punti chiave
| Fase | Cosa fare | Cues (sensazioni utili) | Errori comuni |
|---|---|---|---|
| Set piedi | Piedi stabili, carico su “tripode” (alluce–mignolo–tallone). Punta leggermente extra-ruotata quanto basta. | “Spingi il pavimento”, “piede piantato”, “ginocchia seguono le punte”. | Talloni che si sollevano, ginocchia che collassano verso l’interno, instabilità del piede. |
| Brace | Inspira “a 360°” (addome, fianchi, schiena), contrai il core come se dovessi assorbire un colpo. | “Cintura naturale”, “costole giù”, “tronco solido”. | Iperestensione lombare, costole aperte, perdita di tensione tra discesa e risalita. |
| Discesa | Scendi controllato mantenendo colonna neutra. Anche indietro e ginocchia avanti in modo coordinato. | “Sediti tra i talloni”, “torace stabile”, “controllo”. | “Buttarsi giù”, bacino che retroverte in basso (butt wink marcato), busto che crolla. |
| Risalita | Spingi il pavimento, ginocchia seguono la linea delle punte, mantieni brace fino a superare lo sticking point. | “Spingi via il pavimento”, “glutei attivi”, “torace alto ma neutro”. | Ginocchia che rientrano, perdita di brace, iperestensione in chiusura (inarcare per “finire”). |
2) Squat: autocorrezione rapida (dolore/lombare in tensione)
| Sintomo | Possibile causa | Correzione pratica | Drill consigliato |
|---|---|---|---|
| Tensione lombare in risalita | Brace insufficiente, glutei poco coinvolti, busto che “cade” e poi recupera. | Riduci carico, aumenta controllo eccentrico, mantieni costole “giù”, pensa a spingere con gambe/glutei. | Goblet squat + pausa 2s in basso (tecnica). |
| Butt wink marcato | Mobilità anche/caviglie limitata o profondità oltre il tuo controllo. | Ferma la profondità prima della retroversione, lavora su mobilità e controllo del bacino. | Box squat (box alto) + mobilità anche dinamica. |
| Talloni si sollevano | Dorsiflessione caviglia ridotta, set piedi instabile. | Allarga leggermente stance, lavora su caviglia, usa temporaneamente rialzo talloni (se serve). | Squat to wall (mobilità caviglia) + goblet squat. |
3) Stacco da terra: setup e punti chiave
| Fase | Cosa fare | Cues (sensazioni utili) | Errori comuni |
|---|---|---|---|
| Posizione bilanciere | Bilanciere sopra metà piede, vicino alle tibie. Piedi sotto anche (circa), punte leggermente aperte. | “Bilanciere vicino”, “peso sul mid-foot”. | Bilanciere troppo avanti (leva sfavorevole), start instabile. |
| Hinge e schiena | Porta le anche indietro (hinge), schiena neutra, scapole “in tasca” (lats attivi). | “Stringi le ascelle”, “torace solido”, “schiena lunga”. | Curvare la schiena, tirare solo con le braccia, spalle troppo avanti. |
| Pre-tensione | Prima di staccare: crea tensione nel bilanciere (“tira il gioco”), brace forte, spingi il pavimento. | “Click del bilanciere”, “spingi via il pavimento”. | Strappare da freddo, partire senza tensione, perdita di assetto. |
| Salita e chiusura | Bilanciere scorre vicino alle gambe, anche e spalle salgono insieme. Chiudi con glutei, non inarcando. | “Bilanciere incollato”, “glutei alla fine”. | Anche che salgono prima (good morning), iperestensione finale, bilanciere che si allontana. |
4) Stacco: autocorrezione rapida (quando “senti la schiena”)

| Sintomo | Possibile causa | Correzione pratica | Drill consigliato |
|---|---|---|---|
| Partenza “strappata” | Mancanza di pre-tensione e brace, bilanciere troppo distante. | Avvicina il bilanciere, “tira il gioco” prima di sollevare, imposta 1–2 secondi di set. | Deadlift isometrico (tensione 2s) + stacco tecnico leggero. |
| Anche salgono prima | Gambe “spente”, set troppo basso o carico eccessivo rispetto al controllo. | Pensa a “spingere il pavimento”, alza leggermente l’assetto, riduci carico. | Stacco da rialzo (block pull) + focus sulla spinta di gambe. |
| Lombare in estensione in chiusura | “Chiudi” inarcando invece che con glutei e addome attivo. | Chiudi portando bacino neutro e glutei, costole giù, stop appena sei verticale. | Hip hinge a parete + glute bridge (attivazione). |
5) Riscaldamento “anti-lombare” (6–8 minuti) prima di squat/stacco
Una sequenza breve per attivare core e anche prima dei multiarticolari, senza affaticarti.
| Esercizio | Durata / reps | Obiettivo | Nota tecnica |
|---|---|---|---|
| Dead bug | 6–8 per lato | Core e controllo lombare | Schiena neutra, movimenti lenti |
| Glute bridge | 10–12 | Attivazione glutei | Chiudi con glutei, non inarcando |
| Affondo dinamico | 6 per lato | Mobilità anche | Bacino neutro, controllo |
| Hip hinge a parete | 8–10 | Pattern stacco | Anche indietro, schiena lunga |
6) Checklist rapida prima delle serie “importanti”
| Squat | Stacco |
|---|---|
| Piedi stabili (tripode) • Brace 360° • Ginocchia seguono punte • Colonna neutra • Risalita “spingi il pavimento” | Bilanciere su mid-foot • Lats attivi (“ascelle”) • Pre-tensione prima di staccare • Bilanciere vicino alle gambe • Chiusura con glutei |
Nota importante: se il dolore è acuto, persistente o irradiato verso gamba/piede, interrompi l’esercizio e valuta un consulto con un professionista sanitario.
Quando fermarsi e chiedere aiuto

È importante distinguere tra un leggero fastidio muscolare e un dolore acuto, localizzato o irradiato verso le gambe. In presenza di sintomi persistenti, formicolii o perdita di forza, è fondamentale rivolgersi a un professionista sanitario. Allenarsi ignorando il dolore non è segno di determinazione, ma di imprudenza. La prevenzione passa anche dalla capacità di ascoltare il proprio corpo. Molte persone, dopo aver sperimentato dolore lombare, sviluppano paura nei confronti di esercizi come squat e stacco. In realtà, questi movimenti, se eseguiti correttamente, sono tra i migliori alleati per rafforzare la schiena. Il segreto è partire dalle basi, lavorare sulla tecnica, migliorare mobilità e stabilità prima di aumentare il carico. Una schiena forte non si costruisce evitando il movimento, ma imparando a muoversi nel modo corretto.
Il dolore lombare in palestra non è una condanna inevitabile. Nella maggior parte dei casi è il risultato di errori tecnici, scarsa mobilità o gestione inadeguata dei carichi. Migliorare la qualità del movimento, rafforzare il core e lavorare sulla mobilità delle anche sono strategie concrete per prevenire e ridurre i fastidi alla schiena. Allenarsi bene significa allenarsi con consapevolezza. La schiena non deve essere temuta, ma rispettata. Con la giusta tecnica e un approccio progressivo, la palestra può diventare uno strumento potente per costruire forza e salute, non una fonte di dolore.
















