Paramorfismi e dismorfismi

Paramorfismi e dismorfismi

Oggi andremo a vedere nello specifico che cosa sono paramorfismi e dismorfismi, ossia due problematiche che riguardano atteggiamenti posturali e patologie della struttura scheletrica.

Principalmente, la differenza fra paramorfismi e dismorfismi sta nel fatto che, se i primi sono appunto degli atteggiamenti e che quindi possono essere corretti con specifici percorsi di educazione posturale o rinforzo, i secondi no, poiché, i dismorfismi sono delle vere e proprie patologie conclamate che creando una modifica funzionale vera e propria sul nostro corpo, sono sostanzialmente irreversibili almeno in una loro parte. Generalmente per sistemare alcuni dismorfismi si necessita di tutori come i busti ortopedici o addirittura di operazioni chirurgiche.

Cosa si intente per paramorfismi e dismorfismi

Prima di tutto, anche se abbiamo già accennato alla loro principale differenza, bisogna ribadire che paramorfismi e dismorfismi sono entrambi causa di disfunzioni posturali e di disallineamenti a livello scheletrico che il nostro corpo è portato a compensare per mantenersi in posizione eretta, attraverso un uso spesso molto scorretto dei muscoli.

È dunque molto importante capire cosa siano paramorfismi e dismorfismi, per cercare di rimediare in tempo al disagio da questi causato, prima che la situazione si aggravi.

I paramorfismi

I paramorfismi consistono in errati posizionamenti della colonna vertebrale su base funzionale, che non sono però legati a patologie strutturali. Come detto prima questi sono causati da atteggiamenti posturali errati e mai corretti, entrati a far parte della nostra normalità come le cattive abitudini (sedentarietà, poca consapevolezza, smart working.

Una muscolatura non sufficientemente forte, una tendenza naturale del corpo ad essere meno dispendioso possibile e, infine, addirittura gli stati psico-affettivi sono le principali cause dei paramorfismi. Se queste sono le cause, è facile capire come tali forme siano reversibili, ma anche molto diffuse nella popolazione: basti pensare che circa il 20/25% dei giovani che vanno a scuola ne è affetta.

A livello clinico, quello che emerge è l’abitudine alla postura scorretta, e questo rende facile la ricomparsa del problema anche dopo la sua correzione, in momenti di minore attenzione e maggiore stress. Si tratta di disturbi che possono insorgere in qualunque periodo della nostra vita, dall’infanzia all’età adulta, e che potrebbero anche essere soltanto momentanei, per poi regredire spontaneamente. Se non curati, però, potrebbero cronicizzarsi in dismorfismi.

I dismorfismi

I dismorfismi invece sono diversi e non sono legati ad atteggiamenti scorretti, ma a modifiche strutturali della colonna, provocando danni a livello anatomico e funzionale. Fra paramorfismi e dismorfismi sono quindi molto più gravi i secondi, che necessitano di seri interventi, anche perché col tempo tenderanno a peggiorare: correggerli il prima possibile è fondamentale, e sarà necessario che il soggetto venga sottoposto a una costante osservazione dello sviluppo della schiena.

Dismorfismi

Un concreto esempio per comprendere la differenza tra:

  • Atteggiamento scoliotico (paramorfismo): vizio posturale conseguente ad abitudini sbagliate, come portare zaini eccessivamente pesanti, stare in atteggiamenti iper-cifotici, eccessivo utilizzo dello smartphone.
  • Scoliosi (dismorfismo): patologia muscolo scheletrica caratterizzata da una curvatura anomala della colonna vertebrale su tre diverse direzioni/dimensioni.

Quali sono le varie tipologie di paramorfismi e dismorfismi?

Paramorfismi e dismorfismi possono essere simili nella loro manifestazione, nonostante il differente livello di gravità, soprattutto perché i primi possono cronicizzarsi nei secondi. Sono paramorfismi: l’atteggiamento scoliotico, quello cifotico, il dorso piatto, l’iperlordosi lombare e le scapole alate.

  • – Si parla di ipercifosi, , quando si va incontro a una leggera gibbosità, ossia a una eccessiva curvatura della zona cifotica, che normalmente non dovrebbe superare i 45°. È questo il paramorfismo che si presenta maggiormente in età scolare, dovuto soprattutto alla crescita non sempre sincronizzata fra muscoli e scheletro in quella parte dello sviluppo, e che può portare a squilibri muscolari, soprattutto se in presenza di gracilità costituzionale e insufficienza della muscolatura estensoria.
  • – Iperlordosi: Altra accentuazione esagerata della schiena è quella che può avvenire alla curva lombare. In presenza di questo paramorfismo avremo glutei più sporgenti e addome in avanti, e assumeremo la cosiddetta “postura militare”. Questa curva in sede lombare può essere causata da obesità, ma anche da una scorretta crescita della muscolatura addominale anteriore, in favore di un’ipertrofia dei lombari, come potrebbe succedere soprattutto per i sollevatori di pesi.
  • – Noto come flat-back, abbiamo poi il cosiddetto dorso piatto, che consiste nell’appiattimento delle curve vertebrali e in una sproporzionata verticalizzazione del bacino. Questo si distingue in tre tipi, a seconda della zona del rachide che interessa – toracico, lombare e totale, che è anche la forma più diffusa – e è importante che venga trattato perché potrebbe portare problemi respiratori, in particolare se associato a una riduzione del diametro antero-posteriore del torace. È molto frequente in soggetti affetti da rachitismo, in pazienti trattati con distrattore di Harrington o corsetto di Mulwaukee, ma anche in alcune categorie di lavoratori, come per esempio operai che utilizzano martelli pneumatici.
  • – le scapole alate, una sporgenza simmetrica del margine del mediale della scapola, solitamente da associarsi a una posizione scorretta in cui le spalle sono in avanti e le braccia ruotate all’indietro. Questo paramorfismo viene associato a ipotonia dei dorsali rispetto ai pettorali e, se associato a un atteggiamento cifotico, può risultare davvero evidente in modo fastidioso.

Trattare in tempo i disturbi

Quando tutti questi disturbi non vengono trattati per tempo, allora c’è il rischio che diventino dismorfismi. Tra questi, che possono essere anche di origine congenita, troviamo: l’ipercifosi conica, il morbo di Scheuermann e l’iperlordosi. Come abbiamo già detto, la principale differenza fra paramorfismi e dismorfismi sta nel modo in cui si possono curare.

paramorfismi

Se per i primi potrebbe essere sufficiente solo fare esercizi posturali o fisioterapia, per i secondi invece sarà prima di tutto necessario (ma non risolutivo) lavorare sul rafforzamento della muscolatura e poi usare dei tutori; la chirurgia sarà l’ultima spiaggia e consigliata soprattutto in caso il disturbo sembri progredire velocemente.

Paramorfismi e dismorfismi, da non sottovalutare

Paramorfismi e dismorfismi sono quindi due problemi da non sottovalutare assolutamente, perché come abbiamo spiegato non vanno a intaccare solo la nostra postura, ma anche a indebolire e sbilanciare la nostra corretta crescita muscolare.

È bene dunque informarsi su questi due fenomeni e iniziare a curarli per tempo, affidandoci a specialisti che siano in grado, ovviamente, di consigliarci il percorso migliore e personalizzato per noi.

Paramorfismi e dismorfismi ultima modifica: 2022-04-27T17:21:51+02:00 da Angelo Peralta

Autore: Angelo Peralta

Angelo Peralta - laureato in Scienze Motorie e specializzato in Management dello Sport - è PT e Coach di varie discipline sportive tra cui CrossFit e CrossFit Kids, Weightlifting, Nuoto, Pallanuoto.
Ex atleta di Pallanuoto con società sportive Siciliane, fino alla categoria Serie B.
Atleta CrossFit e Spartan Race.